La cybersicurezza nell’ottica dell’interesse pubblico

di Piergiacomo Mastellone 

La sempre maggiore pervasività con cui le tecnologie digitali irrompono nel funzionamento del sistema Paese, rende sempre più attuale l’equazione secondo cui una prosperità economico-sociale è direttamente proporzionale ad un adeguato livello di robustezza e sicurezza delle infrastrutture digitali e ad alta intensità tecnologica, che ne consentono il funzionamento. Il presente contribuito intende, in primo luogo, offrire una analisi dell’attuale architettura nazionale di sicurezza cibernetica, partendo da una ricostruzione storica dei principali interventi comunitari e nazionali che ne hanno ispirato le fondamenta fino ad arrivare ai più recenti e rilevanti cambiamenti. In secondo luogo, prendendo spunto da un analogo dibattito dottrinale già sorto negli Stati Uniti, si sostiene la necessità di riconnettere la cybersicurezza alla nozione di bene pubblico, attraverso una individuazione di responsabilità condivise tra pubblico e privato e grazie ad una lettura universale di tale concetto. La recente Strategia Nazionale per la Cybersecurity 2022-2026, infatti, offre un interessante appiglio a tale tipo di considerazione, evocando il ruolo essenziale a cui tutti – apparati statali, mondo delle imprese, università, cittadinanza – sono chiamati a rivestire nel preservare le infrastrutture cibernetiche del nostro Paese.

The ever-increasing pervasiveness with which digital technologies are breaking into the functioning of the country’s system makes the equation that an economic-social prosperity is directly proportional to an adequate level of robustness and security of the digital and technology-intensive infrastructures, that enable its operation increasingly relevant. This contribution intends, first, to offer an analysis of the current national cybersecurity architecture, starting with a historical reconstruction of the main EU and national interventions that inspired its foundations up to the most recent and relevant changes. Second, taking a cue from a similar doctrinal debate that has already arisen in the United States, it argues for the need to reconnect cybersecurity to the notion of a public good, through an identification of shared public-private responsibilities and through a universal reading of this concept. The recent National Cybersecurity Strategy 2022-2026, in fact, offers an interesting foothold for such a consideration, evoking the essential role that everyone – state apparatuses, the business world, academia, citizenship – is called upon to play in preserving our country’s cyber infrastructure.

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